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MUOS e carcinogenesi ambientale a Niscemi: lo studio dei Medici di famiglia e Pediatri di Niscemi



Sabato 16 Marzo 2013 a Niscemi, in occasione di un incontro promosso dal Lions Club di Niscemi, dall'Istituto di Istruzione superiore Leonardo da Vinci di Niscemi, dall'Ordine dei Medici di Caltanissetta, dal Comune di Niscemi, il Dott. Franco Tommasi ha presentato uno studio di prevalenza condotto dai 22 Medici di Famiglia e dai 5 Pediatri di Famiglia di Niscemi, che, in tempi davvero brevissimi, hanno raccolto i dati relativi alle persone colpite da tumore (e in vita) di Niscemi. Dallo studio sono emersi 474 casi (su una popolazione di circa 27.000 abitanti), ovvero 474 persone viventi colpite da patologia tumorale. Rispetto ai dati di prevalenza del 2010 stimati per le regioni del Sud Italia dall'AIRTUM (l'Associazione Italiana Registri Tumori), è stata rilevata una percentuale maggiore di tumori del testicolo, dell'apparato genitale femminile e, sebbene in minor misura, della tiroide. Questo studio, nonostante tutte le possibili limitazioni metodologiche, ha il grosso merito di aver posto il problema dell'inquinamento ambientale nel territorio niscemese con prove scientifiche, oltre al fatto di aver contribuito ad una copertura totale della popolazione niscemese, grazie alla collaborazione di tutti i Medici di famiglia e Pediatri di Niscemi. E' a questo punto auspicabile che gli Enti preposti proseguano su questa strada della "prova scientifica" con ulteriori studi adeguati. Alla riunione erano presenti numerosi partecipanti, tra cui gli attivisti del Movimento NO MUOS; uomini e donne che con fatica cercano di preservare la salute propria e dei propri figli e il territorio niscemese. Durante l'incontro, il Dott. Giuseppe Banna, Oncologo e membro dell'Associazione MEDICARE Onlus, ha relazionato sulla carcinogenesi ambientale, sottolineando come il cancro sia una malattia genetica, perché la sua origine deriva sempre da un'alterazione genetica, ma come nella maggior parte dei casi questo danno al DNA sia innescato o promosso da molteplici fattori "ambientali", dei quali, alcuni sono ormai certamente noti (come il fumo di sigaretta), ma per molti degli altri siano ancora necessarie ulteriori prove scientifiche. Il Dott. Banna ha inoltre sottolineato la particolare vulnerabilità degli individui più giovani (già dalla vita embrionale) a tali fattori "ambientali". Ha inoltre aggiunto che la protesta dei niscemesi dovrebbe coinvolgere perlomeno tutti i residenti della Sicilia orientale, perché oltre alla "possibile carcinogenicità" dei campi elettromagnetici ad alta frequenza (così come definita in base alle attuali evidenze scientifiche dall'AIRC - l'Associazione Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell'Organizzazione Mondiale della Sanità), al loro impatto sull'ambiente, alle possibili interferenze elettromagnetiche con apparecchi elettronici (elettromedicali, ma anche strumentazioni di aeromobili), non bisogna dimenticare che il territorio di Niscemi è già gravato dalla presenza del polo petrolchimico di Gela, il cui impatto ambientale non è certamente trascurabile.


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